Caracciolo e Pacovich affiancano la squadra

Oggi vi presento due candidati che affiancano la mia squadra condividendo i principi del mio programma. Mi pare giusto portarvi a conoscenza della loro disponibilità a partecipare alla realizzazione del progetto di Federazione in cui crediamo, in un’atmosfera di armonia e impegno collettivo.

Si tratta di Paolo Caracciolo di Brienza e di Ezio Pacovich.

Master e cultura del remo

masters-men-980x320-1I Campionati Italiani Regolamentari di Brindisi hanno messo in risalto per l’ennesima volta la necessità di approfondire la riflessione sul mondo Master. In questi ultimi anni, nonostante il settore abbia registrato una vitalità eccezionale se paragonato ad altri ambiti federali, la Federazione li ha quasi dimenticati. Eppure proprio i campionanti brindisini hanno dimostrato, come fa giustamente notare Paolo Caracciolo sul suo Amoremare, che più di tre quarti del ricavato delle iscrizioni e due terzi delle presenze sul campo riguardano proprio i Master, senza dei quali il Campionato Italiano in tipo Regolamentare sarebbe poca cosa.

Non è raro scoprire che regate ritenute importanti fondano sulla folta presenza di Master la loro consistenza. Ma non è una semplice questione di numeri, è anche un  fatto culturale. E’ essenziale per il nostro movimento  tornare a crescere non solo agonisticamente e tecnicamente ma anche culturalmente, ampliando l’orizzonte del remo ai cultori di ogni età, sesso e condizione e lavorando per creare una cultura del canottaggio in Italia. Purtroppo, questa strada è stata colpevolmente abbandonata negli ultimi anni riducendo la capacità della nostra Federazione di colloquiare con i media e di aprirsi a settori emergenti – che fine ha fatto il canottaggio nella scuola? – cullandosi nell’illusione che uno sport riservato ad un’élite di supermen gestiti da un’oligarchia tecnica possa diventare popolare creando i presupposti per il reclutamento di nuovi campioni.

Tornando ai Master, credo sia venuto il momento di rivedere il loro status di atleti, dando loro un riconoscimento del ruolo di sostenitori, divulgatori e cultori del remo che svolgono e sempre più potranno svolgere in futuro. Credo che i tempi siano maturi per il riconoscimento di un punteggio nelle classifiche nazionali e per porre maggiore attenzione agli aspetti normativi ed organizzativi delle loro manifestazioni.

Crescere si può, in un’ottica collettiva e condivisa.