Doping, parlarne o tacere? Un sondaggio

doping-3Recentemente sono stato fatto oggetto di critiche personali dirette da parte di altissimi dirigenti federali perché, durante i miei incontri con le società, ho parlato dei casi di doping che hanno macchiato per la prima volta in un secolo e mezzo di vita federale la nostra immagine.

Motivazione? Parlarne nuoce all’immagine federale.

Io penso invece che nuoccia all’immagine federale il non sapere o il non vigilare opportunamente.

Malafede, superficialità, disattenzione giovanile, disinformazione, diverse possono essere le cause, ma aprire un dibattito sull’argomento è necessario. Fondamentalmente noi non siamo diversi dagli altri sportivi, c’è chi lo sport lo pratica con animo puro, chi è superficiale e chi invece crede sia utile e giusto fare il furbetto.

stanlio-e-olio-largeC’è poi chi in nome del risultato vorrebbe chiudere non uno ma tutti e due gli occhi e magari tapparsi anche le orecchie per non sentire. Ognuno ha la sua filosofia di vita.

Voi cosa ne pensate? Vi propongo un piccolo sondaggio, senza pretese scientifiche, è solo un gioco comunque utile a dare la possibilità ad ognuno di esprimere un parere.

Ovviamente la partecipazione al sondaggio è totalmente anonima.

 

Il sondaggio sarò attivo per una settimana e si chiuderà automaticamente mercoledì 23 novembre alle ore 17.30

Doping, colpevoli e innocenti

dopingSecondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, ieri il Tribunale Nazionale Antidoping ha scagionato l’azzurro Niccolò Mornati che in prima istanza era stato condannato a 4 anni di squalifica per positività all’anastrozolo, riconoscendone l’involontarietà e dimezzando la condanna. In sostanza, Mornati, a cui va la nostra solidarietà, avrebbe assunto senza saperlo la sostanza proibita contenuta in un integratore indicato da un nutrizionista dell’Istituto di Medicina dello Sport di Roma.

A questo punto, dalla mera lettura dell’articolo della Gazzetta dello Sport, è lecito domandarsi:

  1. Se l’atleta è incolpevole, perché ancora 2 anni di squalifica? Non è bastato avergli fatto perdere la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Rio? Chi gli potrà mai risarcire un danno così pesante?
  2. Se l’assunzione è stata inconsapevole e se, come pare accertato, sarebbe avvenuta a seguito di somministrazione da parte di un medico dell’IMS di Roma, sia Mornati che la Federazione sono vittime di incompetenza o dolo. Come intende muoversi il Consiglio Federale? Chiedere conto, e in che forma, a chi ha generato l’incidente o rendersi oggettivamente correo accontentandosi di una mezza assoluzione di Mornati, costretto comunque a scontare una condanna senza averne colpa?
  3. Quale funzione di controllo ha svolto sinora la FIC nei confronti delle pratiche attuate dai propri collaboratori e consulenti, alla luce del ripetersi di fatti incresciosi che hanno appannato l’immagine del canottaggio davanti all’opinione pubblica nazionale? Ricordo che nel quadriennio 2009-2012 il presidente Gandola, assieme al sottoscritto, dovette intervenire con decisione per bloccare proposte di integratori a sostegno degli atleti di cui non risultava certa la natura totalmente lecita.

Credo che una risposta ai canottieri italiani sia perlomeno dovuta.