L’ultimo… poi si vedrà.

Questo è l’ultimo post che dedico a questa competizione elettorale per la presidenza della Federazione Italiana Canottaggio. Domani comincia l’Assemblea che terminerà con l’elezione del nuovo Presidente e del Consiglio federale.

E’ per me estremamente stimolante competere per questo incarico, perché il canottaggio è stata una componente importante della mia vita fin da quando avevo sedici anni. Domenica gli elettori dovranno decidere e auspico lo possano fare in un clima di fair play dove dovrà contare la realtà dei fatti. Perché per “fare” non bastano gli annunci, sono i fatti che contano.

Quattro anni di gestione sono sicuramente sufficienti, non servono otto o dodici anni per capire dove si stia andando. E dove si stia andando ormai è chiaro, verso un tentativo di riprodurre un passato in modo ottuso e pervicace, con l’intenzione di affermare una supremazia ormai autoreferenziale ottenendo solo un impoverimento complessivo del nostro sport.

Siccome errare è umano, ma perseverare è colpevole, io auspico che con una nuova gestione composta dal sottoscritto e dai consiglieri facenti parte della mia squadra, si possano aprire le porte a nuovi orizzonti ed esperienze, con condivisione e trasparenza.

Arrivederci a Roma!

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Io un nome lo faccio

postiglionegreciaIo invece un nome lo faccio e con sincero orgoglio: io faccio il nome di Gianni Postiglione. Allenatore di caratura internazionale, italiano, partenopeo, riconosciuto in tutto il mondo come uno dei migliori allenatori di canottaggio.

Cacciato dall’Italia perchè “non conforme”, “non omologabile”, troppo autorevole, autonomo e intraprendente per restare parte integrante di un sistema che richiede sottomissione oppure furbizia per restare a galla e nella sfera dei “benvoluti autorizzati”. Bersaglio di accuse denigratorie da parte del nostro “piccolo sistema”.

In Italia ha lavorato per 20 anni presso il Centro di Piediluco, iniziando la sua collaborazione nel 1981 all’epoca di Thor Nilsen come responsabile del settore Pesi leggeri, con i quali ha conquistato tra l’altro 7 titoli mondiali con l’8+. Lontano dall’Italia ormai da 15 anni, ha collaborato con la Grecia, la Lituania, Sud Africa, Spagna e Giappone.

Ancora non lo so che ruolo potrà rivestire Gianni Postiglione nel futuro organigramma tecnico, forse non quello di uno dei Direttori tecnici previsti, ma so per certo che Gianni c’è e ci sarà, apporterà la sua competenza e la sua esperienza al canottaggio italiano, che per troppi anni lo ha emarginato perché non rivestiva la “maglia” giusta, in un’Italia piccola piccola che in questi anni ha riconosciuto un’unica “famiglia”, salvo pochi anni di pausa, degna di farsi promotrice del verbo remiero italico.

Accusato da qualcuno, ancora oggi dopo 15 anni dal suo esilio, di aver sottratto i dati della FIC tacendo che invece il materiale – oltre 200 floppy disk prodotti dal medesimo Postiglione – venne consegnato al Direttore Amministrativo del Centro Nazionale nel suo ultimo giorno di lavoro nel marzo 2002, con tanto di ricevuta di presa in consegna, firmata dall’allora direttore del Centro Galletelli e dal Segretario generale De Lauretis.

Come diceva qualcuno, io non ci sto, io alzo la testa e non ho timore di dire, fare e proporre ciò che mi include e include tutti nella Federazione che immagino e punto anche su un “esiliato”! In questi ultimi giorni Abbagnale, senza una visione del futuro, mi incolpa di tutti i mali del canottaggio italiano, sproloquiando in merito a chissà quali disastri economici e finanziari prodotti nel quadriennio 2009-2012, cosa palesemente contraddetta dai bilanci federali. Io invece oggi guardo al futuro e spero che l’Italia si dia una chance per uscire da questa chiusura mentale che la vede arroccata a cercare di riprodurre in laboratorio ciò che invece è stata un’esperienza positiva ma, come accade su questa terra, caduca e temporanea.

Non abbiate timore dei mutamenti.

Diritto di critica

Immagino una Federazione Italiana Canottaggio dove il voto venga attribuito dagli elettori, liberamente e senza temere ripercussioni o ritorsioni di sorta per la propria società, per i propri allenatori o per i propri atleti.

diritto-di-criticaImmagino una Federazione Italiana Canottaggio dove il suo Presidente non si affretti nelle ultime settimane del proprio mandato a firmare convenzioni su convenzioni cercando di attrarre la benevolenza delle società coinvolte dopo quattro anni di lontananza.

Immagino una campagna elettorale per la presidenza della Federazione Italiana Canottaggio dove non intervenga qualche Presidente Regionale del CONI a fare pressione sulle singole società di canottaggio per indicare uno dei due candidati.

Immagino una Federazione Italiana Canottaggio senza l’ingerenza di “poteri forti” e senza specifici interessi economici degli attori in gioco.

Immagino una Federazione Italiana Canottaggio che abbia come obiettivo il fare l’interesse comune e non piccoli e meschini interessi particolari anche economici.

Immagino una Federazione Italiana Canottaggio… che non c’è.

Parole in libertà

dada1Ci risiamo, leggendo qua e là sulla pagina web nella quale il Presidente Abbagnale ha comunicato la propria ricandidatura alla Presidenza Federale unitamente alla propria squadra, mi sono soffermato ahimè su una frase, quasi un triste dejavù.

Nella presentazione del Consigliere Dario Crozzoli si leggono le seguenti parole: Col facile entusiasmo dell’avvio delle nuove avventure, avrei voluto realizzare tutti i punti del programma presentato. Ma l’evidenza della situazione economica e organizzativa, emersa a seguito della precedente amministrazione, unita alla pesante congiuntura economica generale, ha ostacolato lo slancio originale.”

Oibò, mi dico, ma siamo ancora là a cercare di screditare il lavoro svolto da altri, con pervicace malizia? Non è forse il caso di fare meno i politici ed essere un po’ più sportivi, con umiltà e con un po’ di verità, smettendola di esaltarsi denigrando gli altri?

Allora facciamo assieme un esercizio numerico e ragioniamo un po’ sui numeri che aiutano sempre. Prendiamo i dati dai bilanci federali ed estraiamo un po’ di valori acclarati.

Le tabelle che riporto qui di seguito fanno riferimento ai bilanci 2009-2011 e 2013-2015, scartando quindi il bilancio 2016 in quanto ancora non noto e per equilibrio il 2012 anch’esso anno olimpico. Ricerchiamo le “Entrate Attività Centrale” e osserviamo che queste, in massima parte date da contributi in conto esercizio, nel triennio 2013-2015 sono aumentate di 613.843,96 € rispetto al triennio 2009-2011

      Totale Valore Prod.
           Att. Centrale    sommatoria   Differenza

Anno 2015   6.482.633       17.922.503      613.844
Anno 2014   5.885.221
Anno 2013   5.554.648
Anno 2012
Anno 2011   5.967.661       17.308.659
Anno 2010   5.739.929
Anno 2009   5.601.069

Verifichiamo poi un altro valore, quello della consistenza del  Patrimonio Netto  al 31/12 dei rispettivi anni:

            Totale Patrim. Netto - Variazione assol.
31/12/2015         500.455               32.671
01/01/2013         467.784 
 
31/12/2011         536.184             -503.435
01/01/2009       1.039.619 

Quindi come leggere e interpretare le parole del Consigliere Crozzoli alla luce dei numeri e alla luce di un minimo di competenza in materia?

  1. “l’evidenza della situazione economica e organizzativa…”  ma a quale evidenza si riferisce? L’evidenza infatti afferma che il saldo finale al 31/12/2012 del Patrimonio Netto della FIC era positivo e ammontava a 467.784 €.
  2. “… unita alla pesante congiuntura economica generale” … la FIC ha incassato contributi nel triennio 2013-2015, per la bellezza di 613.843,96 €  in più rispetto al pari triennio del quadriennio precedente. Quindi a quale congiuntura economica il nostro Consigliere si riferisce?

numeriInoltre, vero è che nel triennio 2009/2011, dove i contributi erano di molto calati rispetto agli anni precedenti,  sono stati impiegati  503.435 € dei residui attivi degli anni precedenti, sopperendo quindi ai minori contributi annuali, ma raffrontati alle maggiori entrate di 613.844€, che al netto dell’incremento del Patrimonio Netto di 32.671€ danno 581.173€, significa che a parità di condizioni tra i due periodi in raffronto, nel triennio 2013-2015 sono stati spesi 77.738€ in più.

Lo so che questi argomenti numerici sono un po’ per tecnici del mestiere e indubbiamente noiosi, ma non si possono scrivere parole a caso che rischiano di essere diffamatorie, sperando che l’interessato non reagisca.

Suggerisco quindi al Consigliere Crozzoli di farsi aiutare nel leggere i bilanci prima di descrivere situazioni in maniera quantomeno strumentale.

Candidatura di Antonio Baldacci

Sottopongo all’attenzione di tutti un’altra candidatura alla carica di Consigliere: Antonio Baldacci non ha bisogno di presentazioni nel mondo del canottaggio italiano.

Antonio si candida portando con sé tutta la sua lunga esperienza di canottiere, allenatore e dirigente federale. Anch’egli mi supporta e condivide il mio programma  per la conduzione della Federazione Italiana Canottaggio.

Anche con lui dico: cambiare gestione oggi si può e si deve, una necessità da perseguire collettivamente.

 

Candidatura di Piero Carletto e incontro con le Società del Veneto

canottieri_mestreIl giorno 4 ottobre alle ore 18.30, presso la CANOTTIERI MESTRE A.S.D., in Via Punta San Giuliano a Mestre (VE) incontrerò le società, gli allenatori e atleti del Veneto.

Insieme a me parteciperà alla presentazione anche il candidato Piero Carletto, il quale presenterà la propria candidatura in quota società. Nella pagina La mia squadra, in alto a destra del blog, trovate il suo curriculum e la sua presentazione.

Un’esperienza dirigenziale  fuori dall’Italia di oltre 20 anni come quella di Piero, canottiere medaglia di bronzo ai mondiali ’87, sarà certamente il contributo per una buona gestione federale.

Invito quindi tutte le società del Veneto ad intervenire, al fine di darmi la possibilità di meglio esporre la FIC che vorrei, e ricevere quei contributi in modo da attuare la FIC che vorremmo tutti.

Cambiare gestione oggi, una necessità da perseguire collettivamente.

Il nostro Programma

Ho voluto intitolare questo post il “nostro” Programma perché ritengo importante condividere con voi la mia visione del canottaggio italiano del futuro certo che diventi anche la vostra. Ho dedicato al Programma una pagina chiamandolo “Il canottaggio che immagino” nella speranza che possa rappresentare gli obiettivi ma soprattutto i desideri di ognuno di noi.

Per una lettura più approfondita del Programma clicca quiContinua a leggere “Il nostro Programma”

Mi candido perchè…

Lettera aperta alle Società di Canottaggio, ai Presidenti, agli Atleti e Tecnici

miccoli-1Dall’Assemblea di Pisa 2012 molta acqua è passata sotto i ponti e si sta ormai concludendo il quadriennio di gestione del Presidente e del Consiglio federale eletto in quell’occasione. E’ giunto il momento di tirare le somme sul lavoro svolto e di valutare se la nostra Federazione debba o meno continuare ad essere gestita da questo gruppo dirigente.
E’ mia convinzione che nonostante le due belle medaglie ottenute alle Olimpiadi appena concluse, queste non siano sufficienti a valutare positivamente l’insieme di quanto realizzato in questi anni. Non è mia intenzione svalutare l’attività svolta quanto piuttosto proporre una struttura più adeguata e certamente alternativa e che sappia meglio rappresentare e realizzare la missione della Federazione Italiana Canottaggio.
Ritengo che si possano e si debbano promuovere strategie, comportamenti e scelte differenti per far sì che la Federazione non si limiti a rappresentare una mera struttura di preparazione tecnica di vertice, quasi di un’élite sportiva. Al contrario dovrebbe guardare a tutte le componenti che formano il mondo del canottaggio italiano. Continua a leggere “Mi candido perchè…”