Doping, colpevoli e innocenti

dopingSecondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, ieri il Tribunale Nazionale Antidoping ha scagionato l’azzurro Niccolò Mornati che in prima istanza era stato condannato a 4 anni di squalifica per positività all’anastrozolo, riconoscendone l’involontarietà e dimezzando la condanna. In sostanza, Mornati, a cui va la nostra solidarietà, avrebbe assunto senza saperlo la sostanza proibita contenuta in un integratore indicato da un nutrizionista dell’Istituto di Medicina dello Sport di Roma.

A questo punto, dalla mera lettura dell’articolo della Gazzetta dello Sport, è lecito domandarsi:

  1. Se l’atleta è incolpevole, perché ancora 2 anni di squalifica? Non è bastato avergli fatto perdere la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Rio? Chi gli potrà mai risarcire un danno così pesante?
  2. Se l’assunzione è stata inconsapevole e se, come pare accertato, sarebbe avvenuta a seguito di somministrazione da parte di un medico dell’IMS di Roma, sia Mornati che la Federazione sono vittime di incompetenza o dolo. Come intende muoversi il Consiglio Federale? Chiedere conto, e in che forma, a chi ha generato l’incidente o rendersi oggettivamente correo accontentandosi di una mezza assoluzione di Mornati, costretto comunque a scontare una condanna senza averne colpa?
  3. Quale funzione di controllo ha svolto sinora la FIC nei confronti delle pratiche attuate dai propri collaboratori e consulenti, alla luce del ripetersi di fatti incresciosi che hanno appannato l’immagine del canottaggio davanti all’opinione pubblica nazionale? Ricordo che nel quadriennio 2009-2012 il presidente Gandola, assieme al sottoscritto, dovette intervenire con decisione per bloccare proposte di integratori a sostegno degli atleti di cui non risultava certa la natura totalmente lecita.

Credo che una risposta ai canottieri italiani sia perlomeno dovuta.

Meglio tardi che mai

8455890-256-k706174E’ con piacere che constato come il Presidente Abbagnale rilevi il valore e l’importanza di un punto fondamentale del mio programma: cioè la centralità dell’attività delle Società di canottaggio e l’importanza di sostenerle.

L’ha fatto, seppur tardivamente, in una mail indirizzata alle società nel quale individua tre interventi, già adottati nel quadriennio Gandola, che sono riproposti con forza nel mio programma:

1) Servizi di informazione alle società, già iniziate con l’istituzione di due sportelli (legale e fiscale) istituiti nel quadriennio 2009-2012.

2) Valore e l’importanza delle aste federali, riportato nel mio programma pubblicato su questo sito ed inviato a tutte le società ai primi di Settembre,

3) La necessità di favorire l’acquisto di imbarcazioni a favore delle società: anche l’attività sui 7.20 era già stato proposto nel quadriennio  2009-2012.

Che dire… meglio tardi che mai! E tra una spiegazione tecnica sulla tempistica della vendita all’asta delle imbarcazioni, citando pedissequamente il sottoscritto in termini di piani di ammortamento dei beni, vuoi vedere che tra  un po’ si dirà anche quanto sia utile e necessario alle volte accendere ai finanziamenti di terzi – leggi “accendere dei mutui” – per esigenze di liquidità a breve e a medio lungo termine?