Settori tecnici, snodi di un’unica organizzazione

Penso possa essere utile puntualizzare, in sintesi, il nostro progetto di organizzazione tecnica per il prossimo quadriennio.

captain-america-rivelazione-shock-per-marvel-1200x630L’idea che possa funzionare al meglio un sistema costruito su un super-tecnico, che tutto sa e tutto dirige, dotato di poteri quasi sovrannaturali, è ormai abbondantemente superata. Per decenni ci siamo sentiti depositari del Verbo, ma la realtà è che altri paesi, meno supponenti e meglio organizzati, hanno fatto incetta di medaglie olimpiche lasciando a noi le briciole: Rio 2016 si è concluso con l’Italia al 16° posto nel medagliere (11° nel 2012, 14° nel 2008, 19° nel 2004), un po’ poco per chi può contare sulla rivelazione. Una rivelazione ormai datata che a Tokyo 2020 sfiorerà il mezzo secolo.

E’ ora di aprirsi al mondo, cercando una strutturazione più coerente con le necessità e crescendo poi, pian piano, con essa.

Tre sono i settori olimpici, ognuno dei quali richiede competenze specifiche, quindi tre saranno i DT:

  1. Direttore Tecnico del settore maschile
  2. Direttore Tecnico del settore femminile
  3. Direttore Tecnico del settore pararowing

Ognuno di questi deve possedere un curriculum di caratura internazionale con competenze consolidate, sviluppate nell’attuale teatro agonistico internazionale.

I tre Direttori Tecnici, cui andrà l’onere e l’onore di scegliersi i collaboratori il più possibile indipendenti da interessi di circolo – a cui nei Settori Junior potranno aggiungersi i tecnici sociali, almeno per quanto riguarda le barche corte – necessitano di un’attività di coordinamento e supporto organizzativo, logistico e amministrativo di notevole consistenza e delicatezza. Ecco quindi la nascita del Direttore Sportivo (o Direttore Organizzativo), esperto nella gestione e razionalizzazione delle risorse umane, tecniche e finanziarie, cui anche i tre DT dovranno fare riferimento.

Deve trattarsi di una persona di comprovate capacità organizzative che risponderà direttamente al Presidente ed al Consiglio Federale – così come, per gli aspetti di loro competenza, più squisitamente tecnici, faranno anche i tre Direttori Tecnici –  e da lui dipenderà direttamente il funzionamento del Centro Nazionale di Piediluco e degli altri centri di preparazione.

Sia il Direttore Organizzativo che i tre Direttori Tecnici faranno parte della Commissione Tecnica Nazionale, a cui competerà il compito di elaborare i lineamenti generali dell’attività ed i programmi di allenamento, nel rispetto delle specificità di ciascun Settore.

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Doping, colpevoli e innocenti

dopingSecondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, ieri il Tribunale Nazionale Antidoping ha scagionato l’azzurro Niccolò Mornati che in prima istanza era stato condannato a 4 anni di squalifica per positività all’anastrozolo, riconoscendone l’involontarietà e dimezzando la condanna. In sostanza, Mornati, a cui va la nostra solidarietà, avrebbe assunto senza saperlo la sostanza proibita contenuta in un integratore indicato da un nutrizionista dell’Istituto di Medicina dello Sport di Roma.

A questo punto, dalla mera lettura dell’articolo della Gazzetta dello Sport, è lecito domandarsi:

  1. Se l’atleta è incolpevole, perché ancora 2 anni di squalifica? Non è bastato avergli fatto perdere la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Rio? Chi gli potrà mai risarcire un danno così pesante?
  2. Se l’assunzione è stata inconsapevole e se, come pare accertato, sarebbe avvenuta a seguito di somministrazione da parte di un medico dell’IMS di Roma, sia Mornati che la Federazione sono vittime di incompetenza o dolo. Come intende muoversi il Consiglio Federale? Chiedere conto, e in che forma, a chi ha generato l’incidente o rendersi oggettivamente correo accontentandosi di una mezza assoluzione di Mornati, costretto comunque a scontare una condanna senza averne colpa?
  3. Quale funzione di controllo ha svolto sinora la FIC nei confronti delle pratiche attuate dai propri collaboratori e consulenti, alla luce del ripetersi di fatti incresciosi che hanno appannato l’immagine del canottaggio davanti all’opinione pubblica nazionale? Ricordo che nel quadriennio 2009-2012 il presidente Gandola, assieme al sottoscritto, dovette intervenire con decisione per bloccare proposte di integratori a sostegno degli atleti di cui non risultava certa la natura totalmente lecita.

Credo che una risposta ai canottieri italiani sia perlomeno dovuta.